Visualizzazione post con etichetta Obama. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Obama. Mostra tutti i post

lunedì 28 settembre 2009

Grazie Presidente!

Il corso è Constitutional Law II.
L'argomento è la Equal Protection Clause.
Come l'America ha affrontato e affronta la sua storia di discriminazioni, non solo ma soprattutto, razziali.
Anche stamattina un'ora passata a parlare di segregazione, affirmative actions, uguali opportunità per neri, bianchi, ispanici...

E poi, la fatidica domanda:
Camilla, hai sentito cosa ha detto di nuovo il tuo Presidente?

Mi sarei voluta sotterrare.
Ho chiesto scusa.

Grazie Presidente di farmi sentire così!


ps. per chi non lo sapesse il nostro caro Presidente si è accorto che anche Michelle, come il marito, è abbronzata.


mercoledì 23 settembre 2009

Cambiare tutto per non cambiare niente

"il mondo ci odia"
"no, non vi odia. il problema è come avete giocato la partita per lungo tempo"
"no, è invidia perchè noi siamo potenti e tutti vogliono venire qui"


Dall'Europa non abbiamo capito nulla. Hanno eletto Obama perchè l'altro era troppo vecchio e la Palin mancava di credibilità, mica perchè veramente sono pronti a cambiare!

E pensare che questa conversazione l'ho avuta con due persone che considero veramente intelligenti.
Una ragazza di colore che va a giro con la faccia di Obama ovunque: maglietta, borsa...
Un professore nato e credo in parte cresciuto nelle Filippine.
Ripeto, sono due persone veramente intelligenti. Per cui forse non ho capito il senso profondo del loro discorso. E comunque la conversazione non si è limitata a quelle tre frasi, che però sono significative.

Di fatto quello che si nota qua è che l'elezione di Obama rappresenta ancora un punto controverso. Per molti si tratta solo di un nero che non può rappresentarli perchè non ha niente in comune con loro e non è sullo stesso livello.
Per altri ha un buon appeal, sa raccogliere consenso ma non è in grado di fare il Presidente.
C'è chi lo vede come una minaccia "rossa" solo perchè ha osato riportare alla ribalta il dibattito sul piano sanitario nazionale. Non è raro sentire parlare di minaccia socialista! Se sei povero è perchè non lavori abbastanza, per cui non ti meriti nemmeno una assistenza medica di prima necessità. Poco importa che il sistema per come è costruito ora sia tra i più costosi sul pianeta e molto poco efficiente. Poco importa che lo stesso Obama quando parla di questa riforma cerchi di sottolineare i vantaggi economici che andrebbero a favore di tutti, più che i profili umanitari. Se sei povero sono cacchi tuoi. Poi però la domenica tutti alla messa a lavarci la coscienza.

Qua la razza è ancora un tema scottante. Obama cammina sul filo del rasoio, tutto ciò che fa è monitorato. Sa che non può giocare al ribasso, deve rischiare il tutto e per tutto. Tanto rischia comunque.
E come ha detto la ragazza di cui sopra "In America abbiamo già fatto fuori due Kennedy. Io ho paura per lui".

Poi però ha anche detto che teme che possa essere qualcuno dall'esterno ad orchestrare una cosa del genere, come attacco all'America.

Insomma, il nemico è sempre straniero, no?
Perchè tutti odiano l'America. Anzi, la invidiano e siccome non la possono avere la odiano.


venerdì 11 settembre 2009

Venerdì pomeriggio...

Finalmente un pò di riposo!
Fuori diluvia, con questo tempo non si può andare da nessuna parte.
E allora decido di guardare su YouTube il discorso di Obama al Congresso sulla riforma del sistema sanitario.

"It's time to give every American the same opportunity we give ourselves!"

Sentita questa frase sono saltata sulla sedia!
La riflessione è semplice, forse superficiale: posto che da noi il Presidente del Consiglio nemmeno sente l'esigenza di presentarsi in Parlamento a riferire sui problemi del Paese (o su i suoi, dal momento che coinvolgono il Paese), c'è forse in Italia un politico che pronuncerebbe mai queste parole?
C'è forse un parlamentare, di destra o di sinistra che sia, che mai avrebbe il coraggio o la volontà di dire agli altri: non siamo diversi dal resto dei cittadini, cerchiamo di dare a tutti le stesse opportunità che abbiamo noi?

Non credo!
Altrimenti come mai i parlamentari riconoscono formalmente l'esistenza delle coppie di fatto, quando si tratta della loro vita personale (leggi qui), ma poi negano qualunque tutela a Gino e Maria che a Monculi sopra il Monte decidono di vivere insieme senza sposarsi?

Detto questo, non so se Obama sarà in grado di cambiare così tanto l'America, ma certo sentire un uomo che si assume la responsabilità ed il rischio politico di pronunciare queste frasi fa ben sperare per il futuro.
Magari un domani anche in Italia, quando il marciume che c'è adesso nei palazzi romani avrà finalmente deciso di ritirarsi (o quando la Natura ci metterà lo zampino), riuscirà ad emergere qualcuno che ancora crede che fare politica significa pensare al bene di un popolo.
Non al proprio.