mercoledì 20 gennaio 2010

Perle...

Dalla lezione di International law:

I know, it's five o'clock, dinner time...
:-O
(la professoressa voleva farci capire che comprendeva la nostra scarsa partecipazione).

When in the international legal community you talk about STATES, you're not referring to Pennsylvania or Albama...but to countries!
:-O
(incredibile che certe cose abbiamo davvero bisogno di una spiegazione...).

There are other people writing about international law topics and not published in the U.K. or in the U.S.
:-O
(davvero??? ma dai???)


Cosa mi manca:
la schiacciata!
Bella unta e salata! Mmm...da mangiare con il prosciutto salato....

Cosa mi mancherà:
l'autobus!
Gratis all'interno del campus. Raramente pieno. Prenoti la fermata e ti alzi solo quando l'autobus non è più in movimento. Scendi e dici grazie all'autista che ti augura buona giornata. Solo dopo che tutti sono scesi, le persone alla fermata salgono.
(Sto parlando dell'autobus a State College of course, non ho idea di come funzioni fuori).


martedì 19 gennaio 2010

Regalo per tutti voi!

Navigando navigando
ho trovato questa canzone che dedico a tutti voi!
Io vado a letto,
vi auguro una meravigliosa giornata!

:-)




lunedì 18 gennaio 2010

Buona settimana a tutti!

Anche se da voi il Lunedì è già agli sgoccioli,
volevo comunque augurare a tutti e a me stessa una buona settimana!

Ieri pioveva ed era grigio.
Oggi c'è il sole (debole ma c'è, siamo pur sempre in Pennsylvania...non pretendiamo troppo!).
Sarà un segno che questa sarà una settimana positiva?

A proposito di "segni".
Sabato ho pranzato al ristorante cinese. Con il conto ci hanno portato anche i classici biscottini della fortuna.
Nel mio c'erano addirittura due bigliettini!!!
Sono una ragazza fortunata!
:-)
Ecco qui i messaggi che ho trovato:
A liar is not believed even though he tells the truth.
You are capable, competent, creative, careful. Prove it.

Non so bene come interpretare il primo, ma il secondo mi piace parecchio!
;-)


Cosa mi manca:
i pomodori del nonno.
Buoniiiiiiiiiiiiii. Non servono ulteriori commenti.

Cosa mi mancherà:
hulu.com.
Se hai l'account su hulu non ti serve la tv. Ci trovi di tutto, dalle nuovissime puntate di quasi tutte le serie tv, ai film, documentari, cartoon, show vari...
Tutto gratis.
Purtroppo, funziona solo sul territorio americano.
(Ma se qualcuno conosce un equivalente europeo me lo faccia sapere!).




domenica 17 gennaio 2010

Mentre fuori piove...

I'm a train wreck in the morning
I'm a bitch in the afternoon
Every now and then without warning
I can be really mean towards you

I'm a puzzle yes indeed
Ever complex in every way
And all the pieces aren't even in the box
And yet you see the picture clear as day

I don't know why you love me
And that's why I love you
You catch me when I fall
Accept me, flaws and all
And that's why I love you
And that's why I love you
And that's why I love

I neglect you when I'm working
When I need attention I tend to nag
I'm a host of imperfection
And you see past all that

I'm a peasant by some standards
But in your eyes I'm a queen
You see potential in all my flaws
And that's exactly what I mean

I don't know why you love me
And that's why I love you
You catch me when I fall
Accept me, flaws and all
And that's why I love you
And that's why I love you
And that's why I love you

Don't know why you love me
And that's why I love you
Catch me when I fall
Accept me flaws and all
And that's why I love you
And that's why I love you
And that's why I love you
You, you, you



venerdì 15 gennaio 2010

Cosa farò da grande...

Siccome le idee continuano a non essere chiare e le prospettive...
...mah...ci sono prospettive?...
...potrei decidere di aspettare una ventina d'anni e poi diventare guida turistica sulla luna!

Battute a parte capita spesso di chiedersi con la Giulia se potendo tornare indietro sceglieremmo giurisprudenza e la risposta (non me ne voglia chi eventualmente mi dovesse leggere dal dipartimento) è no.
Mica perchè non mi piaccia quello che studio o alla Giulia non piaccia quello che fa, ma solo perchè entrambe ci siamo rese conto che il mondo non ha bisogno di noi. E che la nostra vita lavorativa, seppure in un momento difficile in tutti i campi, sarebbe stata più facile se avessimo scelto lauree diverse e possibilmente più professionalizzanti.
Ma come dice qualcuno di mia conoscenza, bisognerebbe essere prima vecchi e poi bambini.
E soprattutto bisognerebbe prima lavorare un pò e rendersi conto di cos'è il mondo e poi iscriversi all'università. Forse si sarebbe più consapevoli di cos'è il mercato del lavoro e si sarebbe meno ingannati dal fascino dell'Avvocato.
(Ma il discorso non è limitato a giurisprudenza).

Non potendo tornare indietro mi limito a guardare avanti e mi chiedo se un domani mi troverò a sconsigliare ai miei figli certe facoltà a favore di altre, o certi percorsi a favore di altri.
Io che ho fatto l'istituto tecnico dirò loro di fare il liceo?
Io che ho scelto giurisprudenza dirò loro di scegliere una facoltà più giovane e rivolta al futuro?
Non lo so. In fondo ho sempre ammirato i miei genitori che mi hanno insegnato ad essere responsabile delle mie scelte fin da piccola. Inoltre, avendo avuto la fortuna di non subire imposizioni su niente, neppure rispetto alle scuole da scegliere, ho capito che si studia bene ciò che si ama.
Ma ogni tanto mi rimprovero di essere a 26 ancora poco più di una studentessa con un grande punto interrogativo sul futuro. Stessa incognita che avrei avuto davanti anche se avessi deciso di dedicarmi anima e corpo alla pratica forense.
Insomma, se avessi scelto qualcosa che amavo un pò meno ma più appetibile nel crudele mercato del lavoro forse adesso la mia vita sarebbe diversa.

Se invece di descrivere gli aspetti di gloria delle Professioni Legali (sarete Avvocati = rispetto e fama; sarete Giudici = la legge nelle vostre mani; sarete Notai = soldi a palate), ci avessero detto la verità all'incontro di presentazione della facoltà (qualunque professione sceglierete sarete dei disgraziati in competizione con altre migliaia di disgraziati; se volete passare il concorso iniziate fin da subito a pregare tutti i Santi del Paradiso e se non siete credenti convertitevi; se non siete figli di ... scordatevi comunque di lavorare; se volete rimanere in ambito universitario allora avete qualche rotella fuori posto) forse sarebbe stato più onesto...

Quindi cari i miei futuri figli, preapratevi ad un futuro come rivenditori di parti umane (vedi link sopra) o a cose simili...che a fare l'avvocato delle cause perse ci ha già pensato la futura mamma.




Cosa mi manca:
il pane!
Toscano e non. Basta che non sia pan carrè...che mi sarebbe anche venuto a noia!

Cosa mi mancherà:
le cose fatte sempre in grande!
Perchè qui tutto è esagerato...come lo sarà la festa per la consegna dei diplomi. Mi è giusto arrivata la prima mail (ed il semestre è appena cominciato). La macchina organizzativa è partita chissà da quanto e adesso sta agli studenti (quelli americani del terzo anno e noi LL.M.) salirci sopra. Dobbiamo provvedere alla toga e al cappello...
Che imbarazzo!!!
Cmq, la festa sarà il 15 Maggio e le famiglie possono partecipare...se qualcuno ci vuole fare un pensierino!

;-)

giovedì 14 gennaio 2010

C'era un ragazzo...

Manmeet per le feste è andato in India dalla famiglia.
E' partito ragazzo, è tornato uomo.
Quando oggi ci siamo rivisti dopo la winter break ci ha detto:
"Ragazze, ho una novità! Sono engaged!"
Ossia, mi sto per sposare!
I suoi occhi brillavano di gioia.
Io e Giulia abbiamo iniziato a saltare felici per lui.
Poi però ci è sovvenuta una domanda...
Manmeet, ma non eri single???

Manmeet è un indiano sikh (per intenderci, di quelli che portano il turbante) e viene dal Punjab.
E' l'ultimo di tre figli.
Il primo ha dieci anni più di lui, viveva in Canada con moglie e figli ma il padre lo ha richiamato in patria quando è stato il momento di prendersi cura degli affari di famiglia.
La sorella invece è più grande di nove anni, è medico e vive con il marito ed i figli a Baltimore, negli Stati Uniti.
Manmeet ha 24 anni, il prossimo Ottobre farà l'esame d'avvocato qui in America...ed è il momento che metta la testa a posto!

Come fosse la cosa più normale del mondo (e forse ormai abituato alla curiosità mia e di Giulia e alle nostre domande sul colore del suo turbante, sulla lunghezza dei suoi capelli -che non taglia da quando ha 12 anni- sui sari delle ragazze indiane...), Manmeet ci ha spiegato che la famiglia ha selezionato questa ragazza per lui.
Ne hanno valutato la personalità, il curriculum di studi, il carattere, la famiglia di provenienza...
Poi l'hanno conosciuta.
E infine l'hanno presentata al figlio.
I due ragazzi si sono prima sentiti al telefono e scambiati le foto.
Poi lei ha viaggiato per 28 ore per stare con lui due giorni prima che ripartisse per gli Stati Uniti.
La parola finale è stata la loro, entrambi hanno dovuto dare l'approvazione alla scelta dei genitori. Se non si fossero piaciuti avrebbero avuto entrambi il potere di dire no, grazie. "Perchè", come ci ha spiegato Manmeet, "siamo entrambe persone intelligenti e con capacità!".
Insomma, quella che ai nostri occhi può apparire come una coercizione secondo la sua spiegazione non lo è affatto.

Adesso Manmeet è di nuovo qui con noi, ma non è il ragazzo di prima. Ci ha detto di aver cominciato a sentire delle responsabilità. Ha una famiglia da costruire e una fidanzata a cui pensare.
Si sposeranno tra un anno ma ancora non sanno dove andranno a vivere. Lui vorrebbe fare l'avvocato qui per un paio d'anni.
"E lei?" chiedo io.
"Lei va dove vado io, perchè è così che funziona nell'India tradizionale".
E non pensate a Manmeet come un maschilista!
Parla di lei (ingegnere informatico) con il massimo rispetto ed è una delle persone più educate, carine e galanti che abbia mai conosciuto.
E' solo la sua cultura. E a lei magari andrà bene venire a lavorare qua.

Manmeet è un mondo da scoprire e come dicevo prima appena sono con lui lo riempio di domande, per cui questo post potrebbe continuare all'infinito.
Mi fermo qui con una semplice riflessione.
Manmeet e la sua fidanzata sono arrivati in pochi giorni (e mesi di lavoro delle famiglie) al punto in cui siamo io e Francesco dopo una vita.
Pronti per costruire un futuro insieme, con simboli che lo dichiarano al mondo (per loro è una cerimonia ufficiale di fidanzamento, per noi è l'anello che porto al dito), con carriere ancora in evoluzione e con l'incertezza su dove saremo domani...
I percorsi non sarebbero potuti essere più diversi...eppure nello sguardo di Manmeet ho letto la stessa voglia che ho io di crescere in due.

Ps: Avevo detto a Manmeet, in tempi non sospetti, che avrei tanto voluto assistere ad un matrimonio indiano. Stasera ha detto a me e Giulia che ci inviterà.
...Magari!!!...


Cosa mi manca:
il cheese cake della mamma.
Lo so che sono nella patria del cheese cake, ma la mamma è sempre la mamma. E le sue torte sempre le sue torte!

Cosa mi mancherà:
avere il mondo come vicino di casa.
Farò altri incontri, forse ci saranno altri Manmeet, ma non sarà più così facile.